Roma. Parcheggio l'amata mille, con me alcuna gente che non so chi sia. scendiamo e ci fumiamo una sizza, nel frattempo arriva un gruppo di persone vestite di nero con in mano dei bastoni e io li catalogo subito come dei fascisti. Penso tra me e me "occazzo, e adesso sti qua cosa vogliono?". E la risposta arriva subito, il pelato ci fa: dateci tutti i vostri cellulari. Io penso: "cazzo, che scena deja vu". Vabbè, insomma, sti ladri fascisti cominciano ad agitare le loro spranghe e i loro bastoni. Io nel frattempo mentre evito le sprangate tolgo la cover al cellulare, e tolgo la sim, perche così se mi beccano ho già fatto metà del lavoro. Poi penso: "massì, ora lancio per terra il cellulare e glielo do rotto! Anzi no, perchè se mi vedono mi seppelliscono vivo, e questa non è la morte che voglio".
Insomma, fattostà che riusciamo ad andare in macchina, io mi metto al volante, l'accendo e parto verso luoghi sconosciuti. Così sconosciuti che mi ritrovo su una strada di tornanti, e nello specchietto retrovisore vedo sta macchina e penso: "speriamo non siano i fasci". E invece erano loro. Si, perchè al primo tornante mi tamponano, io perdo più o meno il controllo della mia simpatica Innocenti, ma riusciamo a uscire tutti prima che la vettura cada nello strapiombo. Con nostra somma felicità vediamo che anche la macchina dei fascisti è caduta nel burrone, solo che loro non sono riusciti ad uscire. Immagino siano morti... La cosa peggiore, però, è vedere la mia macchina cappottata alla fine del burrone, e volevo mettermi a piangere...